Educare alla sostenibilità nelle scuole – II Parte

Educare alla sostenibilità nelle scuole – II Parte

Premessa

Riprendendo il discorso iniziato nell’articolo precedente, nelle aule di studio il primo passo è imparare a comprendere e ad apprezzare ciò che prima veniva dato per scontato, in questo modo, le strutture di supporto educativo diventano utili strumenti di insegnamento e tutoraggio, anziché contenitori vuoti.

La scuola è il luogo di apprendimento per eccellenza e deve garantire ai giovani la possibilità di sperimentare, agire e vivere le tre dimensioni dell’educazione: etica e cultura, scienza e tecnologia, economia e società, che racchiudono tutti gli aspetti della loro personalità di studenti, lavoratori e cittadini[1].

Una scuola che riesce in questo intento è un ente connesso alla realtà, alle sfide e alle opportunità di un mondo in continua transizione, luogo non solo di passaggio alla vita lavorativa, ma incubatore di esperienze personali e relazioni sociali[2].

Così studentesse e studenti non solo saranno formati alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile, ma saranno anche valutati in base alle loro conoscenze su questi temi, così da ottenere una tipologia di competenze che oggi anche il mondo del lavoro e le imprese sanno essere una priorità.

1. Le competenze di sostenibilità sono tra le più ricercate: alcune ricerche che lo testimoniano

Un tema, quello delle competenze, su cui l’Italia è indietro per poter affrontare adeguatamente il mondo del lavoro.

Patrizia Lombardi, presidente della Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus), durante l’evento del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023[3] dedicato alle competenze, ha sottolineato che “viviamo in un’epoca di grande trasformazione e siamo impreparati ad affrontare le complessità”, ricordando che l’Italia è ultima in Europa in termini di mismatch, ovvero di disallineamento tra quanto è richiesto dal mercato del lavoro e quanto è effettivamente presente nel mercato[4].

Inoltre, secondo un articolo del Sole24ore, tra le professioni più gettonate “ci sono manager della sostenibilità, dell’innovazione, della supply chain, delle Human Resource con focus su inclusione e parità di genere, dell’economia circolare, senza tralasciare i green lawyer”[5]. Oltre alla formazione dei futuri lavoratori sulle nuove competenze, dunque, è cruciale anche l’aggiornamento professionale per una riconversione delle competenze.Un tema che l’ASviS ha approfondito alcuni mesi fa anche a Ecomondo, in un evento dal titolo “Competenze a prova di futuro”[6].

L’importanza delle competenze per comprendere e risolvere le crisi del nostro tempo è stata evidenziata molto chiaramente dall’Unione europea che, oltre ad aver definito il 2023 anno europeo delle competenze, ha sviluppato a gennaio 2022 il GreenComp[7], un vero e proprio quadro di riferimento per la formazione orientata alla transizione ecologica. Il quadro comprende 12 competenze che vanno dall’acquisizione dei valori allo sviluppo del pensiero critico e sistemico, dall’alfabetizzazione sul futuro alla capacità di agire per il cambiamento.

1.1. Le competenze “Green”: L’Italia è dentro il futuro della transizione ecologica, ma la strada è ancora lunga

Secondo il Rapporto GreenItaly 2023[8], nel 2022, le competenze green sono state ritenute necessarie nell’81% dei contratti previsti nel mercato del lavoro e il 35% dei contratti totali attivati nell’anno sono stati green job.

Di fronte all’enorme domanda di queste occupazioni, però, l’offerta fatica a far fronte a causa della mancanza di competenze.

Secondo il rapporto GreenItaly 2024, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, il nostro Paese può contare su 3,2 milioni di posti di lavoro legati all’economia verde, il 13,4% del totale degli occupati.

Numeri significativi che testimoniano il peso crescente della sostenibilità nel mercato del lavoro. Tuttavia, Legambiente, durante il forum “L’Italia in cantiere”, ha lanciato un monito: per consolidare la competitività servono meno burocrazia, più semplificazioni e una politica industriale orientata alla decarbonizzazione[9].

Come detto, i problemi principali non sono tecnologici, ma burocratici e politici: tra cui autorizzazioni lente e complesse dove il sistema attuale ostacola lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’economia circolare. Infine, va sottolineato che a guidare la crescita della green economy in Italia sono soprattutto due settori: l’economia circolare, che punta sul riutilizzo e il riciclo delle materie prime per ridurre l’impatto ambientale; Il settore energetico, con l’espansione delle energie rinnovabili come eolico, solare e idrogeno verde. Questi comparti rappresentano le vere leve della trasformazione economica e industriale. Investire in questi ambiti non solo accelererà la transizione ecologica, ma potrebbe creare nuovi posti di lavoro, rafforzando la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali[10].

1.2. L’indagine compiuta da Eurydice

Lo studio Eurydice, basato su dati qualitativi raccolti per l’anno scolastico 2022/2023 in 39 sistemi educativi di 37 Paesi europei, “Learning for sustainability in Europe: building competences and supporting teachers and schools” pubblicato il 16 aprile[11], analizza l’apprendimento per la sostenibilità in tre aree principali: curricoli e competenze, supporto agli insegnanti e supporto alle scuole. Utilizza due paradigmi concettuali:

  • il GreenComp (quadro di competenze per la sostenibilità), The European sustainability competence framework.

  • L’approccio Whole-school (integrazione sistemica nelle scuole e nelle comunità educanti), an approach to learning for environmental sustainability.

Il Rapporto, pubblicato in italiano quasi due anni dopo la raccolta dei dati, è stato utilizzato insieme alla rilevazione IEA-ICCS (International Civic and Citizenship Education Study) 2022[12] che esamina in che modo i giovani vengono preparati per svolgere in modo attivo il proprio ruolo di cittadini, ai fini della redazione del primo capitolo dell’Education & Training Monitor 2024[13], interamente dedicato al tema del Learning for Sustainability.

Lo sviluppo sostenibile ha compiuto importanti passi avanti nel guadagnarsi spazio nelle scuole europee, il problema però è che sono necessarie azioni più incisive per renderlo un tema centrale dei sistemi educativi, che va integrato con politiche globali.

Questa è una condizione necessaria per garantire ad ogni cittadina e cittadino l’acquisizione delle competenze chiave per affrontare le attuali sfide ambientali, sociali, economiche, e per costruire società ed economie più giuste[14].

Attraverso i documenti ufficiali relativi all’anno scolastico 2022-2023 nelle scuole dell’istruzione primaria e secondaria, Eurydice è andata a verificare l’attuazione della “Raccomandazione sull’apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile”[15] adottata dal Consiglio dell’Ue il 16 giugno 2022, in cui i Paesi vengono esortati a integrare e rafforzare il tema della sostenibilità nei propri sistemi educativi con misure multisettoriali.

La Commissione europea sostiene gli Stati membri dell’UE nei loro sforzi volti a: conferire a studenti ed educatori le conoscenze, competenze e mentalità necessarie per un’economia e una società più verdi e sostenibili; indurre gli istituti di istruzione e formazione a integrare la sostenibilità nell’insegnamento e nell’apprendimento e in tutti gli aspetti delle loro attività; creare una comprensione condivisa dei cambiamenti profondi e trasformativi necessari nell’istruzione e nella formazione per la sostenibilità e la transizione verde[16].

2. Alcune conclusioni

L’Italia può essere un modello, ma deve agire ora.

I dati del rapporto GreenItaly 2024 dimostrano che l’Italia ha le basi per diventare un leader europeo della green economy. Tuttavia, senza interventi rapidi e mirati, il rischio è quello di restare intrappolati nelle inefficienze burocratiche e nelle difficoltà del mercato energetico. Legambiente chiede di accelerare il passo, rimuovendo i freni allo sviluppo e puntando su una transizione equa, sostenibile e capace di creare nuova occupazione.

Il tempo stringe e il futuro dell’economia italiana dipende da quanto sapremo investire oggi sulla sostenibilità. Per riuscire a diffondere conoscenza e consapevolezza è necessario che gli insegnanti diventino dei veri e propri “ambasciatori” di sostenibilità e che riescano a rendere i propri studenti, a loro volta, “ambasciatori” dei contenuti appresi e sperimentati. L’approccio può variare ed essere più o meno invadente a seconda del “sentimento” che l’Agenda evoca individualmente in ciascun insegnante: infatti, gli insegnanti, possono iniziare a discutere dell’Agenda 2030 durante le lezioni con un processo graduale oppure con uno più “duro”, con un’iniziativa non solo degli insegnanti ma anche degli amministratori scolastici che decidono di promuovere nuove modalità di insegnamento.

 

 

 

 

 

 

[1] https://www.liberioltreleillusioni.it/articoli/articolo/jacques-lucien-jean-delors-un-riferimento-per-il-futuro
[2] https://it.pearson.com/content/dam/region-core/italy/pearson-italy/pdf/sostenibilita/
[3] https://asvis.it/editoriali/3257-20110/dobbiamo-accompagnare-i-giovani-nella-rivoluzione-delle-competenze
[4] Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile, Le Università per lo sviluppo sostenibile del Paese. Acceleriamo l’implementazione dell’Agenda 2030. Patrizia Lombardi, Presidente della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, Politecnico di Torino.
[5] https://www.ilsole24ore.com/art/professioni-green-c-e-grande-richiesta-ma-l-offerta-latita-ecco-profili-piu-ricercati-AEPFdzHB
[6] https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/asvis/2024/02/16/dobbiamo-accompagnare-i-giovani-nella-rivoluzione-delle-competenze_120339a2-2941-4a3d-9e62-493555b1dfe9.html
[7] L. Farnia, L. Cavalli, G. Lizzi, S. Vergalli, Methodological Insights to Measure the Agenda
2030 at Urban Level in Italy. Sustainability 2019, 11, 4598.
[8] Unioncamere, Presentato il rapporto GreenItaly 2023 di Fondazione Symbola e Unioncamere.
[9] https://www.energiaitalia.news/news-da-asvis/greenitaly-2024-litalia-tra-i-leader-europei-nelleconomia-verde/46545/
[10] https://italia-informa.com/greenitaly-green-jobs-italia.aspx
[11] https://eurydice.eacea.ec.europa.eu/publications/learning-sustainability-europe-building-competences-and-supporting-teachers-and
[12] L’International report ICCS 2022 è stato approfondito e localizzato per i risultati italiani da esperte Invalsi ed è disponibile nella pubblicazione open access Palmerio, L., & Greco, S. (2024). Indagine internazionale IEA ICCS 2022. I risultati degli studenti italiani all’Indagine internazionale e al Questionario europeo. In Franco Angeli Series – Open Access.
[13] European Commission: Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture, Education and training monitor 2024 – Comparative report, Publications Office of the European Union, 2024.
[14] https://eurydice.indire.it/la-sostenibilita-a-scuola-in-europa-sviluppare-competenze-e-sostenere-insegnanti-e-scuole-e-in-italia-a-che-punto-siamo/
[15] https://education.ec.europa.eu/it/focus-topics/green-education/learning-for-the-green-transition
[16] https://asvis.it/archivio-rubrica/1423-11002/commissione-ue-tutti-gli-educatori-sono-educatori-alla-sostenibilita

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